La battaglia navale intorno all’Isola è sempre più intensa. La Regione minaccia azioni legali contro la Tirrenia che, a fronte dei finanziamenti per la continuità territoriale, taglia i collegamenti con la Sardegna. Nel frattempo Grandi navi veloci ha fatto ricorso contro la Saremar per concorrenza sleale, dopo aver presentato un esposto all’Ue contro la Regione per presunti aiuti di Stato. «Ben venga la concorrenza, che è alla base di ogni mercato sano, le scelte adottate dalla Regione Sardegna e da Saremar, invece, sono inaccettabili in un contesto di economia di mercato», hanno spiegato i vertici Gnv per contestare «gli aiuti pubblici che sostengono l’operatività della compagnia sarda». Alla guida della compagnia c’è Gianluigi Aponte, una delle tre anime (con Onorato e Grimaldi) della cordata Cin che ha rilevato la Tirrenia, con qualche perplessità dell’Ue. Quello di Gnv è un colpo ai fianchi che la Regione riceve mentre attacca Tirrenia. «Emerge in tutta chiarezza lo strenuo tentativo del cartello armatoriale di difendere anacronistici privilegi feudali sulle spalle del popolo sardo - ha commentato l’assessore ai Trasporti Christian Solinas - sembra che qualcuno non voglia capire che operiamo su piani diversi: la Regione tutela un interesse pubblico volto a garantire la reale continuità territoriale da e verso l’isola e con essa la libertà di movimento di tutto il popolo sardo». Mentre si inasprisce la concorrenza, la Sardegna è in subbuglio per le manovre azzardate di Tirrenia. La decisione di dimezzare i collegamenti tra Cagliari e Civitavecchia fa insorgere tutti gli schieramenti politici e tutte le istituzioni. L’assessore Solinas ha scritto al ministro dei Trasporti Corrado Passera chiedendo un intervento urgente del Governo contro la Tirrenia, con l’imposizione di ripristinare le tratte sospese o dimezzate che, invece, dovrebbero essere garantite dalla convenzione per la continuità territoriale che porta 72 milioni nelle casse di Tirrenia. «In difetto, ci riserviamo fin d’ora tutte le più opportune azioni a tutela dei diritti della Sardegna e del popolo sardo», ha scritto l’esponente della Giunta Cappellacci. La fuga della Tirrenia è un danno per i sardi, senza divisioni tra schieramenti politici. «È l’ennesima beffa della Tirrenia, dopo quella dei prezzi folli dell’estate scorsa quando chiedevano 700-800 euro per due passeggeri in poltrona con l’auto al seguito - attacca il sindaco di Cagliari Massimo Zedda - l’appello della Regione è anche il nostro perché è fondamentale che il Governo intervenga nell’interesse della Sardegna». Anche i sardi a Roma sono mobilitati, oggi il caso sarà trattato nella commissione Trasporti della Camera e in quella del Senato. «La situazione è gravissima, cancellano le linee che hanno l’obbligo di mantenere - commenta il deputato Pdl Settimo Nizzi - domani (oggi, ndr.) ne parleremo in commissione e decideremo sul da farsi. I soldi che prendono per la continuità territoriale non devono servirgli per pagare stipendi alla gente, che magari tengono ferma da qualche parte». La Tirrenia oggi finisce sul banco degli imputati anche a Montecitorio. «Con la commissione chiederemo al Governo di riferire in Aula - spiega il deputato Pd Francesco Sanna - non voglio speculare sull’incidente di Civitavecchia, ma il naufragio in porto è un’immagine emblematica, siamo agli sgoccioli. Per la risposta dell’Antitrust europea i tempi sono lunghi, come la Tirrenia può prepararsi alla stagione estiva in queste condizioni? Come la Tirrenia spende i soldi per le convenzioni sulel rotte se non le pratica?». La fuga da Cagliari è un brutto colpo anche per il porto. «È disgustoso, ormai siamo a un livello intollerabile - attacca Piergiorgio Massidda, presidente dell’Autorità portuale - dalle mie dimissioni è la prima volta che rimpiango il non essere più parlamentare, per andare in commissione Trasporti a spiegare cosa significa quest’atteggiamento per la Sardegna. Ma l’ho già spiegato al telefono ai miei colleghi». Anche dall’altra parte di via Roma la Tirrenia è vista male. «È una vergogna. Come presidente della commissione Trasporti chiederò un’audizione dei vertici di Tirrenia - spiega il consigliere regionale Fli Matteo Sanna- plaudo all’intervento di Solinas e Cappellacci, anche se la Regione avrebbe dovuto reagire prima contro la Tirrenia, che ha abusato della disponibilità dei sardi». (Marcello Zasso Sardegna Quotidiano p.3)
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