Call center: niente stipendi a Videonline 2 e i lavoratori scioperano

Ancora senza stipendio cento dipendenti: presidi davanti alla sede di via dei Carroz. «L'azienda sostiene che il nostro sciopero rischia di farle perdere il contratto con Telecom».
Prosegue ad oltranza la protesta dei 473 operatori del call center Videonline 2 di via dei Carroz. I lavoratori pretendono di avere chiarezza sul futuro della loro azienda e reclamano il pagamento degli stipendi di febbraio che, in molti casi, non sono ancora stati corrisposti. Dopo l'affollato sit-in di lunedì mattina davanti all'ingresso del callcenter, ieri i telefonisti sono tornati a manifestare in strada rallentando la viabilità. Dalle 7 a mezzanotte si sono inoltre astenuti dal lavoro e a turno hanno presidiato in gruppo l'ingresso dell'azienda.

L'INCONTRO
Ad affiancarli nella loro azione di protesta c'erano i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, reduci dall'incontro-fiume di martedì sera con i vertici aziendali. «Fino all'ultimo avevamo sperato di poter trovare un accordo in modo da revocare in extremis lo sciopero - rivela il segretario territoriale della Cisl Alessandro Milia - ma l'esito della trattativa è stato negativo e così i lavoratori sono tornati in strada». Dopo le prime proteste una parte degli stipendi era stata per altro corrisposta, seppur con due settimane di ritardo. «Ma ancora oggi - riferisce Andrea Zucca (Rsu Uil) - ci sono cento colleghi che sono rimasti a bocca asciutta per “problemi tecnici”. Avevamo chiesto all'azienda di staccare subito gli assegni mancanti, ma la risposta è stata negativa e così lo sciopero dell'indomani è stato confermato».

LA PAURA I disagi sono pesanti e ieri di fronte alla sede serpeggiava il malumore. «Non solo non ci hanno ancora pagato - tuona la trentunenne Giorgia Scano - ma ci hanno anche velatamente minacciato, sostenendo che proprio a causa del nostro sciopero il call center starebbe ora rischiando di perdere il rinnovo del contratto con Telecom (principale committente di Vol 2) che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni». Preoccupata per il suo futuro Daniela Melis, 30 anni, madre di un bimbo di pochi mesi. «Lavoro per questa azienda da sette anni - dice - e non si era mai verificato un tale ritardo nel pagamento degli stipendi. Spero che i soldi arrivino presto perché siamo in difficoltà: non so come farò a pagare l'iscrizione all'asilo nido di mio figlio». I lavoratori hanno sottolineato come il loro impegno sia sempre stato massimo e si sono detti pronti a continuare a lavorare con serietà al servizio di Vol 2. «Nessuno di noi vuole perdere questo lavoro ma gli stipendi devono arrivare puntuali perché non possiamo affidare la nostra organizzazione di vita al caso».
PAOLO LOCHE - Unione Sarda