Call center Videonline 2, ancora una volta a rischio 473 posti di lavoro (dall'Unione Sarda)

Call center, a rischio 473 lavoratori
Ortega (Uil): «Il futuro è legato al contratto con Telecom»

Ieri due ore di sciopero nel call center di via Dei Carroz. Lunedì la mobilitazione potrebbe sfociare in una manifestazione di piazza.
Il futuro è sempre più a rischio per gli operatori del callcenter Videonline 2 di via dei Carroz. Il tribunale di Milano ha dichiarato ieri il fallimento di Libeccio, holding che controlla il gruppo Omega al quale il callcenter cagliaritano fa capo. Il risultato è che l'azienda pirrese potrebbe chiudere i battenti e i suoi 473 dipendenti si ritroverebbero senza lavoro. La preoccupazione è forte e sono già cominciate le manifestazioni di protesta per il mancato pagamento degli stipendi di maggio.
SCIOPERO Ieri i lavoratori hanno incrociato le braccia per due ore (dalle 10 alle 11 e dalle 18 alle 19) riunendosi in assemblea. «Gli stipendi sarebbero dovuti arrivare il 10», si lamenta Andrea Zucca, un dipendente, «ma non abbiamo visto un euro. Ci è stato assicurato che le retribuzioni saranno corrisposte entro il 21, ma siamo scettici perché già altre volte le promesse non sono state mantenute». Lunedì la mobilitazione potrebbe sfociare in una manifestazione di piazza.
IL FALLIMENTO Nel frattempo si attendono gli sviluppi delle vicende giudiziarie. Ieri il tribunale fallimentare di Milano (giudici Ciampi, Vitiello e Perrotti) ha accolto l'istanza avanzata dal pm Carlo Nocerino che aveva chiesto il fallimento della Libeccio, la società alla quale è legato un consorzio di 16 aziende, tra cui Phonemedia e Videonline 2. Ma alla stessa holding sono collegate anche attività di information technology e i callcenter dell'ex Eutelia, azienda di telecomunicazioni con sede ad Arezzo, al centro delle proteste dei suoi dipendenti che da mesi non percepiscono stipendio.
LE PERQUISIZIONI Finora Videonline 2 è stata toccata solo marginalmente dalle vicende milanesi. A dicembre i militari della Guardia di finanza avevano perquisito la sede acquisendo documentazione e file contenuti nei computer. Poi più niente. E se si eccettuano i ritardi nel pagamento degli stipendi, la situazione è rimasta relativamente tranquilla. Adesso però lo scenario è cambiato perché il fallimento della Libeccio ha gettato ombre anche sul futuro della sede cagliaritana. «C'è confusione e siamo preoccupati», afferma Tonino Ortega, segretario regionale Uilcom-Uil. «Il futuro è legato al contratto con Telecom. Temiamo che quest'ultima possa lasciare Cagliari e trasferire la commessa in Campania, Calabria o Sicilia. Ai lavoratori abbiamo chiesto di evitare gli scioperi per dimostrare a Telecom la loro affidabilità e non rischiare di perdere la commessa. Parallelamente ci siamo appellati alle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil per accelerare la vertenza».
CAMBIO DI PROPRIETÀ La soluzione auspicata è un cambio di proprietà che preveda il mantenimento della commessa Telecom, la salvaguardia dell'organico, la continuità lavorativa e il pagamento regolare degli stipendi.
PAOLO LOCHE
 

Ieri due ore di sciopero nel call center di via Dei Carroz. Lunedì la mobilitazione potrebbe sfociare in una manifestazione di piazza.
Il futuro è sempre più a rischio per gli operatori del callcenter Videonline 2 di via dei Carroz. Il tribunale di Milano ha dichiarato ieri il fallimento di Libeccio, holding che controlla il gruppo Omega al quale il callcenter cagliaritano fa capo. Il risultato è che l'azienda pirrese potrebbe chiudere i battenti e i suoi 473 dipendenti si ritroverebbero senza lavoro. La preoccupazione è forte e sono già cominciate le manifestazioni di protesta per il mancato pagamento degli stipendi di maggio.
SCIOPERO Ieri i lavoratori hanno incrociato le braccia per due ore (dalle 10 alle 11 e dalle 18 alle 19) riunendosi in assemblea. «Gli stipendi sarebbero dovuti arrivare il 10», si lamenta Andrea Zucca, un dipendente, «ma non abbiamo visto un euro. Ci è stato assicurato che le retribuzioni saranno corrisposte entro il 21, ma siamo scettici perché già altre volte le promesse non sono state mantenute». Lunedì la mobilitazione potrebbe sfociare in una manifestazione di piazza.
IL FALLIMENTO Nel frattempo si attendono gli sviluppi delle vicende giudiziarie. Ieri il tribunale fallimentare di Milano (giudici Ciampi, Vitiello e Perrotti) ha accolto l'istanza avanzata dal pm Carlo Nocerino che aveva chiesto il fallimento della Libeccio, la società alla quale è legato un consorzio di 16 aziende, tra cui Phonemedia e Videonline 2. Ma alla stessa holding sono collegate anche attività di information technology e i callcenter dell'ex Eutelia, azienda di telecomunicazioni con sede ad Arezzo, al centro delle proteste dei suoi dipendenti che da mesi non percepiscono stipendio.
LE PERQUISIZIONI Finora Videonline 2 è stata toccata solo marginalmente dalle vicende milanesi. A dicembre i militari della Guardia di finanza avevano perquisito la sede acquisendo documentazione e file contenuti nei computer. Poi più niente. E se si eccettuano i ritardi nel pagamento degli stipendi, la situazione è rimasta relativamente tranquilla. Adesso però lo scenario è cambiato perché il fallimento della Libeccio ha gettato ombre anche sul futuro della sede cagliaritana. «C'è confusione e siamo preoccupati», afferma Tonino Ortega, segretario regionale Uilcom-Uil. «Il futuro è legato al contratto con Telecom. Temiamo che quest'ultima possa lasciare Cagliari e trasferire la commessa in Campania, Calabria o Sicilia. Ai lavoratori abbiamo chiesto di evitare gli scioperi per dimostrare a Telecom la loro affidabilità e non rischiare di perdere la commessa. Parallelamente ci siamo appellati alle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil per accelerare la vertenza».
CAMBIO DI PROPRIETÀ La soluzione auspicata è un cambio di proprietà che preveda il mantenimento della commessa Telecom, la salvaguardia dell'organico, la continuità lavorativa e il pagamento regolare degli stipendi.
PAOLO LOCHE