Le nuvole si dividono in due tipi: quelle celesti (nel senso del cielo) e quelle quartesi, nel senso dei fumetti. Dal 2005, in modo carsico, sotterraneo, senza che la cosa abbia provocato grande attenzione nei media tradizionali, oltre cento fumettisti sardi, siciliani, veneti e così via dà vita a una rassegna della matita e della china nella terza città della Sardegna. Ora è arrivato il libro, “Nuvole quartesi”, appunto, edito da Cristian Mameli, che mette in fila gli autori e li presenta uno a uno presentando le loro tavole.
Emerge così un orizzonte inesplorato e prolifico di artisti sconosciuti al grande pubblico, uno spaccato di un mondo non professionista che pure dà alle stampe i suoi lavori su periodici europei e soprattutto su internet. Qualcuno ha trovato nel tempo, a furia di proporsi, la strada per collaborare con Walt Disney o per altre grandi case. La maggior parte affianca la matita a un altro lavoro e dedica tutto il tempo libero alla passione per la vignetta, per il disegno a mano libera.
Con un fermento così marcato ci sarebbe il tanto per dedicare più attenzione a questo fenomeno, anche istituendo una scuola sarda del fumetto. Altre Regioni lo hanno fatto, sostenendo direttamente questa forma artistica e patrocinando occasioni per consentirle di esprimersi. L’unico limite: potrebbe non essere d'accordo il noto poeta Sandro Bondi, quello che pensa di essere uno spettatore, non il ministro della Cultura, e non è andato al festival di Cannes perché non gli piace il film della Guzzanti. Ce ne faremo una ragione, comunque.
Claudio Cugusi
giornalista