Condono edilizio e Piano casa, ottomila pratiche inevase. Ecco come difendersi dal Comune di Cagliari

Questa mattina in commissione Urbanistica il neodirigente dell'Edilizia privata, l'ingegner Paolo Zoccheddu, ha illustrato ai commissari lo stato delle pratiche pendenti. Sono più di ottomila soltanto quelle del condono edilizio, ferme dal 2003 per mancanza di personale. Altre migliaia riguardano invece le concessioni e le autorizzazioni. 
E' una situazione scandalosa, che nega in radice la certezza del diritto. Una situazione di collasso che segna il fallimento, sotto l'ennesimo profilo, della giunta di centrodestra guidata da Emilio Floris.
Se mi trovassi nella condizione di questi cagliaritani farei una cosa: diffiderei con raccomandata il Comune  di Cagliari all'adempimento, minacciando l'azione per il risarcimento del danno. Pensate come si trova chi deve vendere la propria casa, chi è in attesa del condono per poter presentare entro il 1 maggio 2011 la domanda per l'ampliamento ai sensi del Piano casa.
Insomma, un delirio nel quale gli unici sani sono gli impiegati e i funzionari dell'Edilizia privata, sull'orlo permanente di una crisi di nervi. Ma la responsabilità non è loro: Cagliari ha ancora un sindaco e ci deve pensare il sindaco a garantire i diritti dei cittadini. Compresi i diritti edilizi.
Il Pd ha già denunciato questa situazione negli anni passati, esprimendo un senso di crescente fastidio per la mancanza di risposte da parte della Giunta. Ora pare che anche il centrodestra intenda portare in Consiglio comunale il problema: bene. Sono convinto, però, che la melassa che avvolge ogni questione legata alle responsabilità della gestione Floris finirà per avviluppare anche la questione dell'edilizia privata. Per questo sono convinto che l'unica arma sia la diffida ad adempiere e la minaccia di danni. Quella funziona sempre. (c.c.)