Di Pietro, Scilipoti e la destra populista (di Michele Serra - Repubblica)

Parafrasando un vecchio e beffardo slogan del femminismo:

il centrosinistra senza Di Pietro è come un pesce

senza la bicicletta. Non c’è neanche bisogno di rivangare

la sciagurata elezione in Parlamento di Scilipoti, De Gregorio

e Razzi, tutti in quota all’Idv prima di animare, ciascuno a

modo suo, sgangherate avventure di sottopotere. Anche se la sua conduzione del partito fosse stata impeccabile, Tonino Di Pietro rimarrebbe un populista di destra, e se il suo distacco dal centrosinistra diventasse definitivo ci troveremmo semplicemente di fronte alla fine di un lungo equivoco.

 

Seguiranno Tonino nei territori incerti di un’opposizione “né di destra né di sinistra”, già ben presidiato dalle Cinque Stelle? Preferiranno, già che ci sono, Grillo? Si asterranno?

Cercheranno nella destra radicale nuovi appigli contro le detestata Casta? Non è facile, per i duri e puri, trovare un partito alla loro altezza.