Duisburg, show must go on: l'ha detto lo sponsor (di Claudio Cugusi - Epolis)

Si può continuare a ballare mentre affianco a te diciannove ragazzi sono stesi sotto un lenzuolo bianco? E’ il Love parade di Duisburg che te lo impone: show must go on, tragicamente, e basta non pensarci. O far finta di non vedere. Lotteria della vita: si dice che muoia giovane chi è caro agli dei. Ma questa non è una malattia che ti fulmina a vent’anni, una schioppettata della natura né una guerra di liberazione:  no, è un non senso gigantesco, il ragazzo col piercing che avevi visto in metropolitana è proprio quello lì sotto il telo, in attesa di una bara provvisoria e dei genitori che saranno chiamati da un funzionario del ministero, che verranno a riprendersi il corpo.
E’ la più grande festa pagana del millennio questo Love parade, si celebra ogni estate e richiama anche un milione e mezzo di giovani da tutto il mondo. Ingresso libero: pagano gli sponsor, che da cinquant’anni in questo pianeta fanno tutto. Organizzano il tuo consumo, il tuo divertimento e a Duisburg la macelleria: ciclo continuo. Si entra, si beve, si suda, si balla e rintronati, stanchi come fanti in trincea si riprende la strada di casa. Il collante è la musica, ovunque, ad altissimo volume. E adesso che si fa? Adesso che tra i ragazzini si contano i morti e centinaia di feriti gravi? Due giorni e l’eco sui giornali si smorzerà. Perché tanto comandano gli sponsor, che contattano i sindaci delle grandi città comprano la pubblicità sui media. Spesso si comprano direttamente i media e i sindaci delle grandi città. 
Claudio Cugusi