Elogio zen del customista: anche su due ruote non siamo tutti uguali (di Claudio Cugusi - Epolis)

Curve di Villasimius, luglio torrido: due motociclisti si trovano faccia a faccia, in direzione opposta. Vanno piano in sella a due custom carichi di zaini. Turisti. Hanno un lampo di tempo per guardarsi negli occhi e guardarsi le moto. Si salutano d’istinto sollevando la mano sinistra: è il loro modo di fraternizzare. Di riconoscersi tra simili, di augurarsi buona strada. Come si fa in barca a vela, quando in rotta c’è un’altra vela.
Certo, se tutti gli automobilisti si salutassero tra loro ogni volta che si incrociano sarebbe un bel caos. Ma nemmeno tutti i motociclisti, che sono molti meno degli conducenti di quattro ruote, condividono lo spirito  dei customer: quelli incastonati ai bolidi da velocità hanno la testa sulla curva e l’occhio sul contagiri. La loro visiera è abbassata, lo sguardo imprigionato dietro la plastica fumè o a specchio. Gli scooteristi, invece, sembrano mosche impazzite: s’infilano dappertutto nel traffico, incastrano il telefono al casco e parlano e guidano assieme, raramente vanno oltre le cinta daziarie della città e non costituiscono una comunità. Nemmeno enduristi e motardisti fanno congrega a sé. Peggio: come i velocisti, appena incontrano un loro simile si producono in esibizioni rituali, tese ad affermare la superiorità al manubrio.
Il customer no: che sieda su una vecchia Harley o domini in branco la strada da una Gold Wing 1800 è socievole e serafico sino al limite dello snobismo. Quanto gli abiti, la moto rivela il carattere e la stagione della vita di una persona. Non siamo tutti uguali, per fortuna.
Claudio Cugusi
www.claudiocugusi.it 

Mi scrive un lettore questa bella e mail a seguito della mia rubrichina. E contrariamente al solito ho deciso di pubblicarla

Volevo farti i complimenti, il tuo articolo mi è piaciuto moltissimo. Sarà  forse perchè sono un customista o perchè andavo in barca a vela, ma ci cono  cose che vanno al di là di noi. Io sono un tipo abbastanza agitato, eppure  in moto mi ritrovo fratello fra fratelli, e assaporo la vita. Dici bene  quando indichi che la moto è come un vestito, che ci descrive. un amico ama  dire: io sono un motociclista da barre ... indica tutta la voglia di vivere  la moto come dovrebbe essere vissuta e non per avvicinarci, magari, ad una 
fine infausta.

Ciao Stefano