Sarà depositata oggi dalle opposizioni di centrosinistra la mozione di sfiducia nei confronti del governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, in seguito allo scandalo dell'eolico nell'isola. Il documento, che contiene una valutazione soprattutto politica dell'operato del presidente e della sua Giunta, è stato limato per tutta la giornata di ieri dai gruppi del Pd, dell'Italia dei valori e dei Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori. Il testo verrà depositato subito dopo la firma di tutti i consiglieri regionali di minoranza.
Il documento verrà quindi annunciato ufficialmente al Consiglio nel corso della seduta convocata per venerdì 23: da quel momento scattano i dieci giorni entro i quali, da regolamento, si dovrà discutere la mozione. Prevedibile quindi un approdo in aula per la prossima settimana, o nei primi giorni di agosto.
Ieri le dimissioni di Cappellacci sono state chieste anche dal segretario regionale di Rifondazione, Gianni Fresu: «Se la sua è solo dabbenaggine o malafede penalmente rilevante spetta alla magistratura stabilirlo», scrive il leader Prc in una nota riferita alle recenti dichiarazioni del governatore, «una cosa è certa, i destini del popolo sardo non possono essere lasciati nelle mani di un Presidente, per sua ammissione, “babbeo”. Quando Cappellacci in campagna elettorale usava lo slogan “La Sardegna torna a sorridere”, si riferiva di certo alle combriccole di amici e amici degli amici che già si sfregavano le mani in vista dei guadagni futuri».
Il via libera alla mozione di sfiducia è arrivato anche dai Rossomori, con la presidente Claudia Zuncheddu: «Di fronte allo scenario istituzionalmente inquietante della cosiddetta P3, noi Rossomori - afferma la consigliera regionale in una nota - non possiamo che sostenere con piacere e con coerenza la proposta di mozione di sfiducia nei confronti del presidente che suggella un fallimento politico, economico, e morale, suo e di tutto il centrodestra italiano e delle truppe coloniali che lo supportano. I sardi tornino a decidere liberamente del proprio futuro».