L'Idv è il partito della legalità. O almeno, così si definisce e si lascia definire. Per questo non tratta con i condannati come Graziano Milia e con il Pd, che lo candida. Molto bene. l'Idv per ora va da solo. Salvo trovare un cadavere fresco fresco nel proprio armadio: che ci faceva una scheda fantasma durante il ballottaggio per la scelta del candidato presidente alla Provincia di Cagliari? Un giallo, si fa per dire, che nemmeno i dirigenti del partito di Di Pietro riescono a risolvere. Forse sarà utile chiamare nominare una commissione d'inchiesta affidando la presidenza all'investigatore Di Pietro. E poi istruire un bel processo, come si conviene ai legalitari autentici. Nei gialli di famiglia il colpevole, di solito, è il maggiordono: cercate un maggiordomo nell'Idv. (c.c.) Dall'Unione Sarda L'Idv e il Pd trovano una soluzione per l'Ogliastra, dove per la Provincia convergeranno su Bruno Pilia, ma a Cagliari e a Nuoro si presenteranno separati, stralciando le due Province e il Comune barbaricino dagli accordi generali. Nel centrosinistra, inoltre, la partita è ancora aperta in Gallura. LA SCHEDA IN PIÙ L'Idv, che non sosterrà Graziano Milia, in campo per il secondo mandato ma condannato in Appello (aspetto che, per i dipietristi, esclude ogni trattativa), a Cagliari proporrà Tiziana Frongia, oculista dell'Ospedale San Giovanni. Ieri quest'ultima ha vinto il ballottaggio con l'avvocato Patrizio Rovelli per 19 a 17. Ma i votanti erano 35, e non 36, come indica la somma dei voti. Neppure i dirigenti del partito sanno che cosa sia accaduto. Adriano Salis, consigliere regionale, ironizza: «Forse qualcuno si è fatto trascinare dall'emozione oppure, nella peggiore delle ipotesi, c'è sempre un traditore tra gli apostoli». In linea con la politica giustizialista, l'Idv verificherà da che cosa deriva il voto in più e per individuare eventuali responsabilità: «Comunque», conclude Salis, «la scheda di troppo è assolutamente ininfluente sull'esito». L'APPELLO Silvio Lai, segretario dei Democratici, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Siamo assieme all'Idv in cinque, ma presto saranno sei con la Gallura, Province su otto», dice Lai. «Ora non possiamo fare di più. Ma non possiamo sfuggire alla responsabilità della mancata unità alle urne fin dal primo turno. Speriamo che il centrosinistra a Cagliari e a Nuoro non sbandi e di ritrovarci assieme nei ballottaggi». (lo. pi.)
|
|||





