Le catastrofi sono la vera nuova frontiera del turismo imbecille (di Michele Serra - Espresso)

<!-- fine SOMMARIO --><!-- inizio TESTO -->Chi sono i curiosi che vanno a farsi fotografare tra le macerie del terremoto? Una massa di spregevoli imbecilli o una grande opportunità per l'industria del turismo? "Una cosa non esclude l'altra", spiegano i tour-operator, "anzi, gli spregevoli imbecilli sono una parte determinante del nostro target".

Sisma-tour Perché lasciare al caso la possibilità di immortalare le disgrazie altrui? Il rischio è sprecare tempo prezioso davanti a una casa semidiroccata, o appena lesionata, mentre due isolati più in là c'è un condominio raso al suolo. Pacchetti per tutte le tasche mettono a disposizione una guida che vi condurrà nel cuore del disastro, mostrandovi gli scorci più suggestivi offerti dalla spettacolare distruzione. Compresa nel prezzo una simpatica merenda seduti sulle macerie, gnocco fritto e lambrusco in omaggio alla cucina locale. Con un piccolo sovrapprezzo si può anche essere portati a rompere le balle ai pompieri mentre stanno lavorando. Impossibile, nonostante le numerose richieste, la visita alle tendopoli per filmare i senzatetto che piangono sdraiati sulle brandine: i diritti sono già stati acquistati da alcune tivù.

Precedenti Il turismo catastrofista è alle prime armi, ma non è una novità assoluta. Da tempo alcune piccole agenzie segnalano gli incidenti stradali più cruenti a capannelli di curiosi altrimenti destinati a vagare senza costrutto. La speranza di assistere a un incidente mortale durante un weekend, quando si è in gita con la famiglia in cerca di divertenti sciagure da osservare tutti insieme, è dello 0,01 per cento. Con l'assistenza di un bravo crunch-operator, può salire fino al 3 per cento, e fino al 10 se ci si accontenta di fotografare cani e gatti investiti. Per chi vuole spendere poco senza però rinunciare a un'emozione, ecco una gita tra le risaie lombarde per vedere le nutrie spiaccicate sull'asfalto. <!-- INSERIRE QUI DI SEGUITO IL TAG REDIRECT -->Fascia alta Agenzie di fascia alta, ovviamente a prezzi non economici, sono in grado di organizzare eccitanti esperienze esclusive in ogni parte del mondo. In poche ore è possibile raggiungere le principali catastrofi (incidenti aerei, terremoti, alluvioni, bombardamenti, esodi di massa) ed essere ammessi in capannelli recintati e a numero chiuso (massimo otto-dieci persone), molto vicini al luogo della tragedia. Si potranno così evitare le gomitate del vicino e i commenti più corrivi della folla (tipo "ma guarda che roba", oppure "e adesso i danni chi li paga?"), e assistere alla disgrazia fianco a fianco con i catastrophe watchers più selezionati e competenti, i cui commenti sono all'altezza: "Vede, amico mio, quelle caratteristiche crepe longitudinali? Ne ho viste di simili in Messico, sono la conseguenza tipica di un sisma ad andamento sussultorio".

Costa Crociere Il mondo del turismo catastrofista è molto preoccupato dall'eventuale rimozione del relitto della Costa Concordia, che priverebbe migliaia di appassionati di uno scenario impagabile davanti al quale farsi fotografare. E' stata presentata alle autorità del Giglio una petizione popolare che chiede, subito dopo la rimozione dell'attuale relitto, di richiamare in servizio il comandante Schettino nella speranza di un nuovo naufragio, possibilmente sulla stessa rotta. In alternativa, si chiede di porre nello stesso luogo, e con la stessa inclinazione, una sagoma di cartone identica alla Concordia.

Imbroglioni Come ogni comparto in ascesa, anche il catastrophe watching è soggetto alle incursioni di persone senza scrupoli. Non vi fidate di chi, negli autogrill, tenta di vendervi "vere macerie emiliane" da regalare agli amici. Quando aprite il pacco, al posto del laterizio promesso c'è un forno a microonde o un televisore, e il truffatore si è già dileguato. Non vi sta imbrogliando, invece, chi vi propone di andare ad ammirare gli effetti di terremoti del passato, come quello del Belice o quello di Messina: le macerie non sono state ancora rimosse.

Michele Serra