Matrimoni, oltre al regolamento scritto da me c'è anche una proposta della Giunta (dall'Unione Sarda)

Il rito da celebrare in Comune resterà gratis per i cagliaritani, che però pagheranno se vorranno pronunciare il fatidico sì nel Palazzo di città, a Castello. Nel 2009 i riti civili sono stati 410.
Se è vero che tutto ha un prezzo, bisogna iniziare a fare l'abitudine al fatto che presto occorrerà pagare anche per i matrimoni civili. Parlarne nel giorno istituzionalmente dedicato agli innamorati magari renderà meno amara una pillola che, soprattutto chi arriverà a Cagliari per celebrare un'unione esotica in un'atmosfera che a molti pare magica, le giovani coppie dovranno giocoforza mandar giù. Novità che, basandosi sui dati del 2009, incideranno sulle scelte di almeno 200 coppie che arriveranno in città per contrarre matrimonio.
LE NOVITÀ sono contenute sia in una bozza di delibera (predisposta dall'assessore Edoardo Usai) che in una proposta del Pd (primo firmatario Claudio Cugusi) che presto il Consiglio comunale sarà chiamato a esaminare. Il principio di fondo è lo stesso: siccome i matrimoni civili sono in costante aumento (nel 2009 nel capoluogo ne sono stati celebrati 410) e in tanti chiedono che siano amministrati il sabato e la domenica, quando al personale dello stato civile occorre pagare lo straordinario, il Comune sente la necessità di dotarsi di un regolamento e di istituire delle tariffe. A pagare il prezzo più alto (fino a 500 euro, secondo una prima ipotesi che dovrà poi essere confermata dall'assemblea) saranno le coppie che arrivano dall'estero, spesso imbarcate su navi da crociera o a bordo di voli low cost. «Lo scorso anno i matrimoni celebrati dietro richiesta di consolati italiani sparsi per il mondo sono stati una decina», ricorda il dirigente comunale Francesco Cicero, «ma le richieste sono in continuo aumento», come dimostrano i numeri complessivi delle cerimonie di coppie straniere in città.
LA GIUNTA L'indirizzo dato dall'assessore Usai (che ha la delega su anagrafe e stato civile) è quello della gradualità: «Occorrerà distinguere l'offerta - chiarisce - ai cagliaritani che chiedono un servizio "standard" con celebrazione del matrimonio nel Comune di via Roma, ad esempio, potrà non essere chiesto alcun corrispettivo. Diversamente da chi arriverà dal resto della Sardegna (dai 50 ai 150 euro), dalla Penisola (dai 150 ai 250 euro) o dall'estero (fino a 500 euro)». Diverso il discorso per chi chiederà di utilizzare il Palazzo di città, appena restaurato nel cuore di Castello: «Trattandosi di un edificio di pregio occorrerà stabilire un certo automatismo tra impegno richiesto alla struttura comunale ed esborso necessario. Per questo pagheranno anche i cagliaritani». Vietato chiamarla tassa sui matrimoni: «Parliamo di un contributo».
IL PD Il consigliere Claudio Cugusi ha depositato nei giorni scorsi una proposta articolata, con tanto di regolamento e tariffe: «Il numero di matrimoni civili ormai compete con quelli religiosi - fa notare - e c'è la tendenza a solennizzarli sempre di più, con addobbi particolari e impegno notevole per la macchina pubblica. Credo che chiedere un corrispettivo sia d'obbligo, magari con l'impegno di utilizzare quelle stesse cifre a favore delle giovani coppie».
IL SINDACO Sostanzialmente d'accordo il primo cittadino Emilio Floris: «A noi fa solo piacere che tanti giovani e meno giovani scelgano Cagliari per solennizzare la loro unione - assicura - ricordo la ventata d'allegria portata lo scorso anno da una coppia di scozzesi, che si sono sposati con tanto di kilt e abito tradizionale, accompagnati da una colonna sonora di cornamuse. Ma è chiaro che tutto questo comporta dei costi che non possono andare a pesare sulla cittadinanza». Non ha paura di un contraccolpo negativo? «A Firenze si pagano più di 1000 euro, a Venezia quasi 2000 - ricorda- e anche per i matrimoni religiosi ci sono costi legati a chiesa, organisti e celebranti. È giusto mettere un po' d'ordine, d'altra parte non si parla di cifre esorbitanti». In genere a celebrare i matrimoni è un consigliere delegato dal sindaco: «A me è toccato cinque o sei volte in questi otto anni - conclude Floris - ho presieduto la cerimonia per qualche amico, ma anche in carcere e in ospedale. Casi particolari ma tutti significativi».
I NUMERI Dei 410 matrimoni civili celebrati lo scorso anno a Cagliari, 172 hanno visto come protagonisti uno (o entrambi) contraenti stranieri, comunitari o provenienti da altra città italiana. Numeri in costante ascesa: se il trend di crescita dovesse confermarsi, nel 2010 si dovrebbe arrivare a toccare quota 200.
ANTHONY MURONI

Gentile Consigliere, Un

Gentile Consigliere,
Un nostro carissimo amico del Comune di Cagliari, il Geom. Roberto Dessì mi ha consigliato di rivolgermi direttamente a Lei per esporle le mie perplessità riguardo questa proposta.

Sono la co-titolare di una agenzia che già da alcuni anni organizza matrimoni di cittadini stranieri presso il Comune di Cagliari. A tal proposito essendo venuti a conoscenza dell’intenzione di far pagare agli sposi stranieri una quota per sposarsi civilmente presso tale Comune e in quanto agenzia direttamente coinvolta, vorremmo sottolineare alcuni importanti aspetti che dovrebbero essere presi in considerazione al momento di discutere su una tale decisione che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla scelta degli sposi di sposarsi nella nostra città.
Premesso che la nostra posizione non è in linea di principio contraria a tale proposta, vorremmo però sottolineare come al pagamento di una tale tassa dovrebbe però seguire un servizio adeguato come quello offerto da tanti comuni d’Italia tra cui quelli di Firenze e Venezia, tanto per far riferimento a quelli citati dal Sindaco Floris nell’intervista dell’Unione Sarda deI 14 febbraio 2010, i quali godono peraltro di un notevole prestigio che deriva dall’essere città d’arte di riconosciuta fama internazionale.
Tra i servizi offerti solo per citarne alcuni:
1. Matrimoni presso stupende dimore storiche di proprietà comunale;
2. Possibilità di sposarsi tutti i giorni della settimana, inclusi il sabato e la domenica, sia di mattina che si sera;
3. Possibilità di avere della musica durante la cerimonia;
4. Addobbo delle sale e mazzo di fiori in omaggio per la sposa;
5. Certificato di matrimonio internazionale rilasciato a fine cerimonia.

Di fronte a tale offerta è più che comprensibile che venga richiesto agli sposi di pagare una tassa.

Il Comune di Cagliari al momento non offre tale servizi, ed infatti:
1.E’ concesso sposarsi solo presso la Sala Matrimoni del Municipio sito in via Roma, mentre sarebbe opportuno predisporre ulteriori spazi soprattutto all’aperto;
2.I soli giorni dedicati alle cerimonie sono il giovedì e il sabato e le cerimonie avvengono dalle 10.30 alle 12.30 del mattino, mentre molti sposi preferirebbero sposarsi soprattutto la sera e in diversi giorni della settimana;
3.All’interno del piazzale che da accesso al Comune si trovano spesso parcheggiate auto e furgoncini dell’immondizia e non è concesso l’accesso alla macchina della sposa;
4.Non è possibile avere musica di alcun tipo (ne registrata ne dal vivo) all’interno della Sala dei matrimoni, la qual cosa è invece molto richiesta;
5.Il Certificato di matrimonio internazionale viene rilasciato alcuni giorni dopo il matrimonio ed in presenza degli sposi, mentre molte coppie partono immediatamente dopo il matrimonio;

A tutto ciò si aggiunga che per disposizioni comunali le cerimonie civili si svolgono a distanza di mezz’ora l’una dall’altra creando una situazione di totale confusione. Le coppie locali infatti sono spesso accompagnate da gruppi di ospiti molto numerosi che a fine cerimonia stazionano nel piazzale antistante le scale d’ingresso impedendo l’ accesso alle altre coppie di sposi che sono quindi costrette a iniziare la cerimonia in ritardo con evidente disturbo degli Ufficiali di Stato civile e dell’Assessore deputato alla celebrazione del matrimonio che in passato ci hanno ripreso più volte per ritardi da addebitarsi a colpe evidentemente non nostre.

Vorremmo sottolineare come i matrimoni di stranieri creino un indotto da non sottovalutare per tutta la città. Infatti come agenzia possiamo riportare quanto segue:
- i gruppi medi sono di almeno 40/60 persone
- alloggiano in città per almeno una settimana presso strutture alberghiere o altro
- usufruiscono di vari servizi
Inoltre per il giorno delle nozze richiedono tutti i servizi legati solitamente a un matrimonio come fiori, fotografo, auto, ricevimento, etc…che la nostra agenzia fornisce appoggiandosi esclusivamente a fornitori locali.

Detto ciò e’ facile immaginare come l’imposizione di una tassa senza un offerta valida come contropartita comporterebbe non soltanto un cambio di destinazione da parte degli sposi, ma anche una difficoltà da parte di Agenzie di Wedding Planner come la nostra al momento di proporre Cagliari come location ideale per i matrimoni in Sardegna.

Come già detto non siamo in linea di principio contrari all’imposizione di tale tassa e non è nostra intenzione sminuire in alcun modo il servizio offerto dal Comune di Cagliari ed in particolare quello degli Ufficiali di Stato Civile sempre estremamente disponibili, gentili e preparatissimi.
Ma nel caso in cui questa tassa venisse fissata chiediamo che si tenga conto delle reali esigenze degli sposi e che non venga applicata a coloro che hanno già prenotato la data per l’anno 2010, in alcuni casi proprio in virtù del fatto che la città di Cagliari non richiede alcuna quota.

Qualora fosse interessato ad approfondire e discutere con noi di questi aspetti non esitici a contattarci. Saremo ben lieti di incontrarLa.

Nel frattempo Li trasmetto i miei più cordiali e sinceri saluti.

Claudia Murroni
Wedding Planner
tel. 0704560793
cmurroni@frinaeventi.com
www.frinaeventi.com
www.weddingsardinia.com