Nominativo Oppus, genitore Oppi: da Mandas con molta voglia di lavorare (fonte Unionesarda.it)

MANDAS Agli esordi fu corrispondente dell'Unione Sarda e apprendista politico. Umberto Oppus, trentanove anni, giornalista pubblicista dal 1995 e tesserato democristiano dal decennio precedente, è uno e trino: sindaco, consigliere provinciale e direttore dell'Anci. Mandas, però, con i suoi risicati 2400 abitanti era e resta l'affluente più importante del suo bacino elettorale: «Mi piace risolvere i problemi della gente».
Giura di essere un democristiano a tutto tondo, la coerenza fatta persona: «Scomparsa la Dc sono passato al Ccd, poi all'Udc. Il mio è stato un percorso lineare, senza inversioni a u».
Candidato unico alle ultime Comunali: ha fatto fuori in anticipo i potenziali rivali?
«Hanno deciso di non presentare la lista. È stata una scelta politica del Pd, stando alla versione ufficiale».
E quella ufficiosa?
«Non hanno trovato il raccordo tra vecchia e nuova generazione».
Che professione fa?
«Direttore regionale dell'associazione nazionale Comuni italiani».
Ha fatto un concorso?
«No, quando Soru mi ha fatto fuori dalla Regione sono stato nominato all'Anci».
Quanto guadagna?
«Duemiladuecento euro più gli ottocento della Provincia».
E dal Comune?
«L'indennità non è cumulabile con quella della Provincia».
Quali mestieri ha fatto?
«Corrispondente dell'Unione Sarda, funzionario dell'assessorato regionale all'Agricoltura e adesso l'Anci».
Per l'Istat lei è "una persona alla ricerca del primo impiego a tempo indeterminato": troverà un lavoro stabile?
«Chi fa politica come me sa che questa vita è a tempo indeterminato. L'ultimo direttore dell'Anci, per esempio, è durato vent'anni».
Cattolico praticante?
«Sì, pratico».
Dicono che per racimolare più voti rinnegherebbe qualunque cosa, fede compresa.
«Anche se non bado a queste dicerie, devo riconoscere che la forza del pettegolezzo può cambiare la storia».
La valanga di casi di pedofilia nella Chiesa?
«I pedofili ci sono in tutte le professioni: ingegneri, giornalisti, impiegati».
La differenza è che ai sacerdoti le famiglie affidano i bambini.
«È un peccato contro Dio, ma non posso fare di tutta l'erba un fascio».
Fosse nato donna le sarebbe piaciuto fare la velina?
«No, la suora missionaria».
Perché non ha fatto il sacerdote?
«Se la vocazione non è forte meglio lasciar perdere. In compenso mio cugino giovedì prossimo sarà ordinato prete».
S'è inventato il cammino di Santu Jacu, equivalente a quello di Santiago di Compostela, solo per avere una briciola di risalto mediatico?
«Prima di parlare in tanti dovrebbero studiare. La leggenda vuole che il santo abbia fatto tappa a Gerusalemme, poi in Sardegna e successivamente in Spagna. Siccome a livello europeo stanno promuovendo i cammini religiosi, abbiamo trasportato in Sardegna un'esperienza riuscita in un altro Paese. Quelli come me partono da una base storica, altri purtroppo vedono solo l'ultima parte, magari perché distratti da altro».
Nell'Udc più d'uno è infastidito dalle sue sparate ad uso e consumo di quotidiani e tivù.
«Ho solo rispettato la linea nazionale dettata da Casini. Mi chiedo come facciano alcuni colleghi a sindacare le scelte altrui quando il loro sport preferito è girovagare tra i partiti, una volta Riformatori, l'altra piddini, sempre pronti a rifugiarsi sotto una nuova sigla».
Lei è un Oppi boys: in quanti sgomitate per sostituirlo?
«C'è chi dice: si scrive Oppus, si legge Oppi. Comunque di Oppi ce n'è uno, non è possibile replicarlo e nessuno ha intenzione di farlo. Lui è molto pragmatico, io sono pragmatico con ideali».
Lo accusa di non avere ideali?
«No, dico che all'aspetto idealista preferisce quello pragmatico. Per capirci: non avrebbe mai fatto la battaglia sul crocifisso, con tutte le seccature che ha comportato».
Quante raccomandazioni fa in un giorno?
«Chiedere sostegno per qualcuno non è una raccomandazione».
Cos'è?
«Dare sostegno alla gente, ridurre il fenomeno dell'emigrazione».
Sindaco a Mandas e vita a Cagliari: come fa?
«A Cagliari mi fermo nel week-end, obbligatoriamente, per mia moglie che ama molto la città. Da lunedì a giovedì dormo a Mandas».
C'è qualcosa di cui si vergogna?
«La più importante è non aver capito che, insieme all'opposizione, in Consiglio comunale avrei potuto fare molte più cose».
Si prepara a saltare il fosso?
«No, è solo una considerazione sulle scelte che si sarebbero potute fare politicamente».
Comune, Provincia: a quando la Regione?
«Lo farò se Dio vorrà, anche se la mia ambizione è l'Unione Europea».
Non le sembra sfacciato puntare già all'Europarlamento?
«Potrebbe essere un incarico non politico. Hanno bisogno di un direttore che si occupi di Enti locali? Sono pronto, la prima linea fa per me. Mi dispiace solo di non aver coltivato l'inglese».
ppaolini@unionesarda.it