Parco di Molentargius, il rischio di andare a scogli nello stagno (c.c.)

 
Segnalo a tutti questa mozione di Chicco Porcu e più sui denari spesi per risanare lo stagno di Molentargius e realizzare un parco, in parte ancora incompiuto e messo a rischio da scelte gestionali non chiare. E' evidente che il parco, che ha un'incredibile vocazione turistica, va riordinato e rilanciato una volta per tutte. Ogni mattina all'alba prendo la bici e pedalo per mezzora, un'ora dentro questo pezzo di terra e acqua sospeso dal tempo. Incontro signore anziane che fanno jogging a modo loro, trentenni asciutti nel fisico e bagnati di sudore. C'è un'umanità urbana nel parco, insomma. Mancano i turisti e manca soprattutto l'economia del parco. Che pure sarebbe facile impiantare.
Trovo assolutamernte giusto e necessario che la Regione e i Comuni, la Provincia facciano quanto Chicco Porcu e gli altri firmatari della sua mozione dicono e scrivomo. Senza un Piano del Parco, al di là della questione dei lavoratori precari (su cui ho già detto tutto), è chiaro che si naviga a vista. Anzi, si va a scogli nello stagno.  (c.c.) 

MOZIONE PORCU – DIANA Giampaolo - URAS - SALIS - BEN AMARA - AGUS – BARRACCIU - BRUNO - CAPELLI - COCCO Daniele Secondo - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - CUCCU - CUGUSI - ESPA - LOTTO - MANCA - MARIANI - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - MULAS - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SECHI - SOLINAS Antonio - SORU – ZUNCHEDDU sullo stato di illegittimità gestionale e organizzativa in cui attualmente versa il Consorzio che ha in affidamento il Parco regionale Molentargius-Saline e sul conseguente progressivo sato di abbandono e degrado del compendio naturale con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
con legge regionale 26 febbraio 1999 n. 5 è stato istituito il Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline su una superficie di circa 1600 ettari la cui gestione è stata affidata, con convenzione del 20 aprile 2005, al Consorzio degli Enti Locali costituiti dalla Provincia di Cagliari e dai Comuni di Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Selargius;
 
il territorio del Parco è zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, D.P.R. 13.3.1976, n. 448 e, nell'ambito della rete Natura 2000, è classificato Sito di Interesse Comunitario ai sensi della Direttiva dell'Unione Europea n. 43 del 1992 e Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva dell'Unione Europea n. 409 del 1979 cosi come sostituita dalla Direttiva n. 147 del 2009;
 
tra il 1992 ed il 2005 nel territorio del futuro Parco sono stati eseguiti lavori, con affidamento al “Consorzio Ramsar”, per oltre 60 milioni di Euro, tra fondi nazionali e comunitari, allo scopo di consentire la realizzazione di un programma di salvaguardia del litorale e delle retrostanti zone umide di interesse internazionale (secondo la Convenzione di Ramsar);
 
la delibera GR n. 32/52 del 15.9.2010, seguita dalla delibera GR n. 27/17 del 19.6.2012 con l’approvazione dell’Accordo di Programma Quadro, avente per oggetto l’attivazione di “Progetti di Filiera e di Sviluppo Locale nelle Aree di Crisi e nei Territori Svantaggiati...” relativamente al punto 4 “Progetto di sviluppo locale Area vasta di Cagliari”, ha destinato ulteriori 20 milioni di euro al compendio Molentargius-Saline-Litorali per il rafforzamento della tutela del sistema ambientale e paesaggistico, per la sua valorizzazione ai fini didattici, ricreativi e turistici e per il recupero produttivo delle saline e dell’edificato in disuso;
 
la LR 12 giugno 2012 art. 2 avente per oggetto “Salvaguardia del litorale e delle zone umide di interesse internazionale dell’area metropolitana di Cagliari” ha disposto, a favore del Consorzio per la gestione del Parco Molentargius-Saline, ulteriori risorse 1,6 milioni di Euro annui, richiedendo che, entro centocinquanta giorni dalla pubblicazione della legge, il Consorzio predisponesse tutti gli atti inerenti l’organizzazione funzionale del parco, l’approvazione della pianta organica del personale, autorizzando, nel contempo, il rinnovo per un periodo di sei mesi dei contratti di lavoro del personale precario alla data del 31 marzo 2012, al fine di assicurare la gestione degli ecosistemi presenti nel Parco;
 
VERIFICATO CHE:
nonostante gli ingenti investimenti effettuati nel territorio del Parco e quelli previsti nell’immediato futuro, il Consorzio per la gestione del Parco naturale regionale Molentargius-Saline non è stato ancora in grado di redigere ed approvare, a 7 anni dalla sua costituzione, i fondamentali strumenti di gestione previsti dagli artt. 13, 14, 15 e 17 della richiamata legge regionale 5/2009 quali il Piano del Parco, il Regolamento del Parco ed il Programma pluriennale di sviluppo del Parco che la legge istitutiva (comma 8 art. 16) prevedeva fossero approvati entro 15 mesi dalla costituzione del Consorzio;
 
la legge regionale del 12 giugno 2012 è stata, per ora, completamente disattesa in quanto:
-         il Consorzio è tutt’ora privo di una pianta organica;
-         il personale precario non è stato riassunto adducendo motivi non riscontrabili di assenza di fondi;
-         non è stato ritirato il bando in attuazione della Determinazione Dirigenziale 243 del 5 giugno 2012 per la selezione pubblica di 8 figure professionali (contabile, amministrative, ingegnere, geologo, naturalista, biologo, manutentore, informatico) individuate in assenza di una pianta organica del personale e di strumenti di gestione e pianificazione regolarmente approvati;
 
RICORDATO CHE
da oltre due anni la guida operativa del Consorzio è affidata ad un direttore facente funzioni e che dal mese di gennaio 2011 è stata avviata, senza che se ne preveda la conclusione, una selezione pubblica per l’individuazione della fondamentale figura, sia dal punto di vista gestionale che scientifico, del nuovo Direttore del Parco;
 
sotto l’attuale Presidenza del Parco ed in assenza di un Direttore del Parco selezionato con i criteri di legge, il personale è passato da 23 unità del 2010 alle 41 unità di inizio 2012 per poi rimanere oggi, dal 31 marzo scorso, affidato a sole 3 unità (il Direttore facente funzioni, un funzionario distaccato dalla provincia ed un amministrativo) per l’impossibilità giuridica di proseguire nel regime di proroga e di precarietà dei contratti in essere lasciando il Consorzio nella drammatica situazione attuale cioè privo di personale per le indispensabili azioni di manutenzione, monitoraggio e ricerca scientifica, proprio nel momento più delicato per la nidificazione dell’avifauna;
 
CONSIDERATO CHE:
in assenza di atti di indirizzo programmatici, regolamentari e finanziari regolarmente approvati dall’Assemblea del Parco il Consiglio direttivo che, per legge istitutiva e per lo Statuto del Parco, ha funzioni meramente esecutive ha approvato, invece, numerose deliberazioni in materia dei personale del tutto illegittime tra cui la delibera n. 35 del 20-12-2011 che istituisce la figura del vice direttore e assume, come unica figura a tempo indeterminato nell’organico del Parco, un dirigente in mobilità dal Comune di Quartu Sant’Elena;
 
il vuoto di programmazione lasciato dalla perdurante assenza del Piano del Parco, per legge sovraordinato ai piani urbanistici comunali ed al piano paesaggistico, rende impossibile utilizzare le risorse rese disponibili dalle richiamate delibere GR n. 32/52 del 15.9.2010 e n. 27/17 del 19.6.2012 in quanto occorre affrontare preliminarmente il tema del risanamento dell’edificato di Medau su Cramu delimitando in maniera certa i fenomeni di abusivismo e rendendo possibile, dove compatibile, una riqualificazione dell’abitato in villaggio agricolo rurale;
 
la mancata approvazione di adeguati strumenti di pianificazione e gestione del Parco, insieme alla inadeguata gestione del personale, sta comportando una situazione di emergenza ambientale ed uno stato di progressivo abbandono del compendio che ha già portato danni concreti all’avifauna, la violazione di direttive e protocolli internazionali in tema di gestione di zone umide, il rischio di perdita di fondi comunitari tra cui vale la pena di richiamare:
 
-         il grave episodio, avvenuto nel giugno 2012, di moria di numerosi pulcini di Cavaliere d’Italia effetto delle recenti discutibili scelte operate dalla direzione del Consorzio nella moltiplicazione dei punti di accesso al Parco senza prevedere adeguati strumenti di mitigazione;
-         l’incendio scoppiato nel mese di giugno 2012 che ha provocato danni evitabili, per la mancata manutenzione e verifica di funzionamento, alla vegetazione in prossimità della sponda del Bellarosa Maggiore interessando decine di nidi e incenerendo ettari di fascia arborea protettiva;
-         il mancato rispetto delle azioni previste nel progetto LIFE MC-SALT tra cui il monitoraggio ex-ante, l’inanellamento dei fenicotteri, la divulgazione dei risultati, il rifacimento dell’argine del Bellarosa minore;
-         la carente gestione idraulica delle vasche salanti e di tutti i bacini dulci-acquicoli con vasche lasciate, a volte, senz’acqua e poi riempite troppo velocemente provocando alterazioni dei parametri ecologici e rischio di allagamento o affogamento dei nidiacei delle specie che nel frattempo si sono stabiliti nelle vasche prosciugate;
 
PRESO ATTO:
del costante ed apparentemente irreversibile stato di illegittimità gestionale e organizzativa in cui attualmente versa il Consorzio del Parco che ha in affidamento il Parco regionale Molentargius-Saline e del conseguente progressivo stato di abbandono e degrado del compendio naturale:
Impegna l’Assessore alla Difesa dell’Ambiente e il Presidente della Regione
 
ad avvalersi dei poteri sostitutivi richiamati dall’art. 23 comma 1 della legge regionale 5/99 istitutiva del Parco regionale Molentargius-Saline procedendo, quanto prima, all’annullamento di tutte delibere e bandi in materia di personale approvati illegittimamente in assenza di idonei atti di indirizzo dell’Assemblea del Parco ed alla convocazione degli organismi consortili per il celere rinnovo dei vertici del Consorzio;
 
ad avvalersi, considerati gli attuali pericoli di danno ambientale che derivano dalla ridotta disponibilità di personale e dalla perdurante assenza di strumenti di gestione, dei poteri di vigilanza e di ordinanza di cui all’articolo 23 della richiamata legge regionale 5/1999;
 
ad avvalersi di quanto previsto dal comma 8 articolo 16 della stessa legge regionale 5/1999 relativamente alla istituzione di un Comitato misto Assessorato Difesa dell’Ambiente e Consorzio, atto a velocizzare l’elaborazione ed adozione del Piano del Parco considerato, che sono inutilmente trascorsi non i 15 mesi previsti dal comma 8 art. 16 della l.r. 5/1999, ma ben 85 mesi dalla costituzione del Consorzio senza che questo si sia dotato di un piano idoneo a rendere compatibili le esigenze di valorizzazione dell’area con la salvaguardia delle peculiarità ambientali del Parco;
 
a considerare prioritaria, rispetto all’avvio di nuovi investimenti ed all’apertura di cantieri in zone dal delicato equilibrio naturalistico, la verifica della coerenza di tali investimenti con le fondamentali esigenze di tutela ambientale che saranno previste nei richiamati, e tutt’ora assenti, strumenti di gestione e pianificazione del Parco regionale “Molentargius-Saline”;
 
a favorire, conclusivamente, un salto di qualità dell’intero sistema istituzionale regionale, provinciale e comunale, atto a non compromettere i notevoli investimenti già fatti, superare le attuali emergenze gestionali, organizzative e pianificatorie alfine di dotare, finalmente, il Parco naturale regionale Molentargius-Saline di risorse, strumenti, competenze ed organizzazione adeguati al valore naturalistico, culturale, sociale ed economico del compendio.
 
Cagliari, 24 luglio 2012
f.to