Perché mi candido alle primarie del Centrosinistra

Grande è la confusione e poco l'entusiasmo sotto il cielo del centrosinistra. E anche sotto il cielo del Partito democratico. 
L'esito non proprio felice delle recentissime elezioni amministrative (abbiamo perso quasi dappertutto le regionali e le provinciali) ha complicato ulteriormente il quadro politico. 
Da ultimo, la posizione dell'Italia dei valori (che ha abbandonato il tavolo della coalizione sarda) sta oggettivamente aggravando ancora di più la situazione. 
Al momento, il candidato alla presidenza della Provincia di Cagliari è proprio il presidente uscente, Graziano Milia. Ma il Pd e le altre forze della coalizione di centrosinistra hanno deciso comunque che domenica prossima si vota per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia. 
Personalmente credo che si sia perso del tempo: se due settimane fa avessimo deciso, tutti assieme, di ricandidare il presidente uscente, cioè Milia, sostenendolo davvero e rilanciando il progetto di governo della provincia, anche migliorandolo, sia chiaro, avremmo fatto la cosa più saggia. 
Però non è andata così e questo cambia radicalmente la situazione.
C'è un'aria viziata dentro il centrosinistra cagliaritano (e non solo): forse un filo di aria fresca è qualcosa di salutare in  questo momento. 

Con lo spirito di aiutare il mio partito e anche la coalizione portando una voce diversa, ho deciso di accettare la richiesta che da più parti mi è stata rivolta. E di presentarmi a queste primarie di domenica prossima portando l'esperienza maturata nel consiglio comunale di Cagliari e in anni trascorsi fra movimenti e associazioni.
Mi candido con uno spirito costruttivo e non demolitivo. Lo faccio con l'intenzione di aggiungere un contributo reale a un dibattito in questo momento affaticato. Per non dire stanco e sfiduciato.
Mi interessa parlare, come sempre, di cose concrete: dell'area metropolitana di Cagliari che esiste nei fatti ma non esiste sotto il profilo amministrativo, ad esempio.
Mi interessa parlare soprattutto di lavoro e di diritti, i grandi temi negati in particolare alla mia generazione. Ma non solo.
Un filo d'aria fresca: ecco che cosa possiamo assicurare. Se poi anche altri, da qui a martedì (termine ultimo per le candidature) si presenteranno, meglio ancora: vorrà dire che il torpore è finito. E che l'aria ha ripreso a circolare.

Noi abbiamo ancora molto da dire e molto da dare: non ci arrendiamo al pensiero che il centrodestra assuma il governo della Provincia e la gestisca come vengono gestiti il Comune di Cagliari e la Regione. Senza un progetto, senza un obiettivo.
Forse perchè delusi, molti di voi non hanno voglia di andare domenica prossima a votare. E invece no: la partecipazione è base e il sale insieme del Partito democratico  e della democrazia. Nei momenti difficili si dimostra davvero in cosa si crede.  
Non è tempo per sognare: è tempo di fare cose concrete per chi ha meno.

In bocca al lupo a tutti noi.

Claudio Cugusi