La recente decisione del Comune di Cagliari di rimuovere i cassonetti per il deposito dei rifiuti e di sospendere il ritiro degli stessi nel quartiere di Via Peschiera e dintorni, è solo l'ultimo, in ordine di tempo, di una serie di veri e propri atti intimidatori nei confronti degli abitanti, già fortemente colpiti dai disagi di ordine diverso causati dalle ben note condizioni di instabilità, culminate nellevento macroscopico dell'8 agosto 2008.
Fin dal principio, infatti, l'atteggiamento delle istituzioni competenti, primo fra tutti il Comune di Cagliari, è stato quello di porsi in condizioni difensive limitando i propri interventi al minimo formalmente indispensabile per non avere serie seccature e dimostrando di avere poco o per nulla a cuore le condizioni di disagio - e, in prospettiva, di pericolo - dei cittadini. Di questo modo di vedere è per esempio testimonianza la comunicazione del Comune di Cagliari (Ufficio Protezione Civile) del 24 luglio 2009, a valle delle indagini geofisiche e geognostiche eseguite dal professor Gaetano Ranieri e dal dott. Mauro Pompei. Con questa comunicazione, in buona sostanza, si invitano i singoli a procedere ciascuno per conto proprio a verificare, tramite professionista abilitato, la situazione statica del proprio stabile e, in caso di presenza di lesioni, al loro monitoraggio ed alla adozione dei provvedimenti del caso. Come dire: noi abbiamo fatto le indagini, ora arrangiatevi voi. E da dire, tra l'altro, che se davvero gli abitanti dell'area in questione avessero seguito alla lettera tutte queste indicazioni sarebbero stati fatti, molto verosimilmente, più danni che altro perché, come emerso negli sviluppi successivi ma anche come già evidenziato nei primi due studi, le condizioni diinstabilità geologica hanno carattere tale da non poter essere affrontate con interventi parziali dal singolo proprietario, ma invece in modo globale e organico in tutte le strade del quartiere. D'altronde, come scrive lo stesso dott. Pompei l'area presenta una particolare sensibilità al dissesto per sprofondamento gravitativo, tale da pregiudicare la stabilità nel tempo (anche a breve-medio termine) degli immobili coinvolti (anche con possibili ulteriori crolli)". Di fronte alle legittime istanze degli abitanti, il Comune - anziché ridurre al massimo la tempistica degli interventi tecnici di approfondimento dindagine e di risanamento - ha semplicemente risposto con le ben note ordinanze di sgombero dellestate 2009, che hanno ovviamente gettato nel panico gli abitanti anche perché, ovviamente, nulla è stato prospettato sul dove intere famiglie sarebbero dovute andare a vivere. Ancora una volta: arrangiatevi.
Ora si prospetta una nuova serie diindagini d'approfondimento, la cui necessità risulta ampiamente condivisa dai diversi specialisti che a titolo diverso hanno studiato l'area e che vede ovviamente il pieno apprezzamento dei cittadini, ben consapevoli del fatto che quanto verrà fatto sarà prima di tutto nell'interesse della loro incolumità.
Ma anche in questo caso non si fa quanto ragionevolmente possibile per rendere minimo il disagio della gente. Le indagini infatti, consistenti in una serie di tomografie sismiche, dovrebbero essere fatte con luso di materiali esplosivi. Ora, e a prescindere dall'opportunità tecnica, pure discutibile, a causa dell'uso dell'esplosivo in un'area già fragile, si renderà necessario procedere allo sgombero dell'area durante le operazioni, al divieto di transito anche pedonale, etc e quindi, in buona sostanza, ad ulteriori aggravi dei disagi. Eppure, da quanto risulta anche da una semplice ricerca su internet (progeo.info; Pasisrl.it ecc.), esistono attrezzature che consentono l'esecuzione di queste indagini senza ricorrere all'esplosivo, condizione che il Comune, in qualità di committente, avrebbe potuto e potrebbe agevolmente imporre. Nel complesso, vi è negli abitanti di Via Peschiera e dintorni un forte rammarico per la sensazione - si crede tuttaltro che infondata - che oltre ad aver subito danni oggettivi e disagi a causa delle vicende idrogeologiche dell'area, di cui non sono minimamente responsabili, si venga ora visti anzitutto come dei rompiscatole.
Si auspica che queste indagini, senz'altro condivise ed attese da tutti, siano finalmente funzionali ad un serio e definitivo intervento di messa in sicurezza del colle, progettato da una commissione multidisciplinare di esperti ingegneri minerari, geofisici, strutturisti, geologi, geotecnici ecc., l'unica in grado di far fronte a questo complesso problema.
Oppure queste indagini servono solo per assecondare i residenti e per darci questa bella novità che, sì,
effettivamente il colle è in pericolo?
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