Tanto parlare di primarie, nel centrosinistra, ma si finirà per farle solo per le Province di Cagliari e Ogliastra, e per il Comune di Sestu. E sempre che non si ritiri qualcuno da qui a domenica 18, la data fissata dal Pd per la consultazione. Nel capoluogo regionale si sfideranno l'uscente Graziano Milia (Pd) e Roberto Copparoni dei Verdi: ma il primo, se vincerà, non avrà alle elezioni l'appoggio dell'Italia dei valori. Lo ha confermato ieri Antonio Di Pietro al leader del Pd Pier Luigi Bersani.
LE SFIDE Le altre due competizioni saranno derby interni al Pd: in Ogliastra si candida un altro presidente in carica, Piero Carta, insieme a Mario Bruno Piras, ex leader della Cisl locale. A Sestu il sindaco Aldo Pili deve vedersela con Maria Rita Cicotto. Per gli altri territori è spirato inutilmente il termine di ieri per candidarsi alle primarie: in alcuni casi - come Gallura, Medio Campidano, Nuoro città - non c'è gara perché è stato depositato un solo nome. Altrove, assenza totale di pretendenti.
I CASI RISOLTI Dove non si terranno le primarie, però, si va verso soluzioni non omogenee. In alcuni casi si riapre la trattativa tra i partiti, in altri no. A Sassari tutto il centrosinistra sosterrà Alessandra Giudici, pur coi malumori della minoranza Pd. A Nuoro Roberto Deriu verrà riproposto da una parte della coalizione, tra cui Pd, Idv, Prc e Pdci, ma ci sarà in campo anche Efisio Arbau sostenuto da Sel, Verdi, Rossomori, Api e lista Arbau. Nel Sulcis si spera solo nel sì di Tore Cherchi. Per Oristano l'unico candidato è Mario Tendas (Pd), ma è tutto da decidere. Sinistra, ecologia e libertà pensa a Raffaele Manca, ma non lo schiera alle primarie.
Via libera per l'uscente Fulvio Tocco nel Medio Campidano: Pier Sandro Scano ha rinunciato alla candidatura. Non senza polemica: «Le primarie sono cosa troppo seria per poter essere svolte con questi tempi, che non consentono di spiegare le posizioni in campo. Così producono solo svantaggi e lacerazioni». Parole simili da Claudio Cugusi (Pd), che aveva le firme pronte per la Provincia di Cagliari: «A quattro giorni dal voto non vedo in giro un manifesto, un programma elettorale. Se questa è la nuova posizione del mio partito, vuol dire che queste primarie non le vuole nessuno. Sarebbe stato meglio saperlo prima».
I NODI La regola degli uscenti vale per Giudici e Tocco, non in Gallura: l'unica a candidarsi è la presidente Pietrina Murrighile (Api), ma Pd e alleati non puntano su di lei. Probabile una spaccatura come a Nuoro. E come a Cagliari, se Milia vincerà le primarie: in quel caso l'Idv - forse non da sola - presenterà un suo nome. Antonio Di Pietro lo ha ribadito ieri a Bersani: impossibile sostenere chi è stato condannato, benché non con sentenza definitiva. Inoltre l'ufficio di presidenza nazionale dell'Idv ha confermato che non accetterà che i democratici si prendano tutti i posti di rilievo.
Ai dipietristi interessa in particolare il Comune di Nuoro, dove si è proposto, in perfetta solitudine, Alessandro Bianchi (Pd). Se ne parlerà nel tavolo regionale del centrosinistra, che dovrebbe riunirsi domani. Ma al Pdci non piace che i nodi sardi siano risolti da Bersani e Di Pietro, o comunque dai livelli nazionali. «I Comunisti italiani - dice Claudio Giorgi - non saranno spettatori neutrali né semplici comprimari di nessuno, né del Pd né tantomeno dell'Idv». Preoccupato anche Luciano Uras (Sel): «Il centrosinistra rischia di andare diviso in quasi tutta la Sardegna, e questo dà l'idea di come sia critica la situazione».
GIUSEPPE MELONI