Dopo le recenti polemiche ed interpellanze consiliari sul concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 57 dirigenti per l’Amministrazione regionale (DECRETO N.P. 28406 28406/91 DEL 25 SETTEMBRE 2009), a soli 3 giorni dall’espletamento della prova scritta, un’attenta lettura del bando rivela un’ulteriore ombra che ha dell’incredibile e che pesa come un macigno sulla corretta formulazione del bando stesso e della legittimità della procedura.
Il bando del concorso, infatti, si sofferma abbondantemente sul punteggio da attribuire ai titoli dei concorrenti, ma, al momento della formulazione del voto finale, i titoli scompaiono come per incanto.
L’articolo 12 del bando, infatti, recita testualmente “La graduatoria finale é formulata dalla Commissione esaminatrice di cui al comma 2 del precedente art. 11. Il voto finale è dato dalla media dei punteggi ottenuti nella prova scritta, nella prova orale e nell’apposito colloquio di cui alla lett. c (colloquio colloquio volto ad accertare, anche tramite l’utilizzo di test, le capacità relazionali del candidato, n.d.r.) del precedente art. 5. Sono inseriti in graduatoria solo i candidati che hanno ottenuto un voto finale non inferiore a 80/100”.
Peccato che nessun cenno venga fatto nel bando al punteggio attribuito ai titoli: si somma? Fa media? Si considera a parità di voto finale tra concorrenti? Si può giocare al lotto. Mistero.
E sì che i principali parametri di valutazione della preparazione dei candidati sono la legittimità, la convenienza, l’efficienza, e l’economicità delle soluzione da questi prospettate. Legittimità, efficacia ed efficienza che ad oggi difettano nella formulazione del bando e nelle modalità di espletamento del concorso. (c.c.)