Rivoluzione per la Tarsu ristoranti e single, addio sconti

 Nessun aumento, ma la riduzione degli sconti sì: a Cagliari è la più alta
d’Italia ma più di qualcosa, per la Tarsu, sta per cambiare. La commissione comunale Bilancio è al lavoro per ritoccare il regolamento su imposizioni e pagamenti della tassa sui rifiuti. Gli scopi sono due: fare cassa, per rimpinguare il bilancio esangue del Municipio, e ridistribuire il carico sulla cittadinanza, per ristabilire il principio di equità e solidarietà. Esclusa la strada degli aumenti indiscriminati è allo studio un ritocco, anche consistente, degli sgravi di cui godono certe categorie di contribuenti. Ristoranti, pizzerie e altre attività che lavorano con tavolini esterni, per esempio, hanno uno sconto sulla Tarsu pari al 75 per cento. «E non è più pensabile», spiega il presidente della commissione
Claudio Cugusi (Pd), «Certo, queste attività commerciali pagano il
suolo pubblico, ma è anche vero che molti introiti arrivano grazie ai tavoli
esterni, soprattutto d’estate, con conseguente aumento della produzione
dei rifiuti». I consiglieri comunali riuniti ieri sono tutti d’accordo: lo sgravio
deve essere ridotto. «L’ipotesi » , spiega ancora Cugusi, «è di portarlo al
dieci per cento. Aspettiamo il responso degli uffici, che stanno calcolando
a quanto ammonterebbe l’aumento degli introiti del Comune attuando
questa misura». La previsione di incasso si aggira intorno ai 500mila euro l’anno, ma la revisione non riguarderà solo le attività
commerciali: «Ci sono centinaia di abitazioni occupate da single che
pagano il 33 per cento in meno solo per il fatto di essere soli, a prescindere dalla metratura», aggiunge Cugusi, «interverremo anche in questo caso, fino a eliminare il “privilegio”, inserendo dei parametri». E se il single in questione ha più di 65 anni allora la riduzione resta invariata. Se è un giovane facoltoso, la vedrà scomparire. «Con i soldi che recupereremo», aggiunge Enrico Lobina (Federazione delle Sinistre), «potremo esentare dal pagamento, o applicare delle forti riduzioni,
a chi ne ha davvero bisogno, come le famiglie numerose. La nostra
intenzione è quella di introdurre, sul tema della Tarsu, un principio di equità che aiuti i ceti più bassi, che con la crisi patiscono una perdita netta del potere di acquisto. È uno dei tanti tasselli ». Lobina ha anche chiesto agli uffici comunali in base a quale norma, comunale o nazionale, gli edifici di culto sono esentati dal pagamento del servizio. «Come per l’Ici», dice. C’è poi chi della tassa sui rifiuti se ne frega e non la paga proprio, anche se dovrebbe: lo fanno venti cagliaritani su cento.
Potrebbe nascere presto una task force per stanare gli evasori.

Enrico Fresu, Sardegna Quotidiano p. 12