San Michele: La protesta si trasforma in scontro politico

Si trasforma in scontro politico la protesta del Comitato spontaneo di
San Michele e dei residenti delle palazzine adiacenti che, da due settimane, protestano ogni giorno contro il grave stato di abbandono in cui si trovano tutti gli immobili comunali. Ieri dalle 15 la commissione Lavori Pubblici del Comune, guidata dal presidente Maurizio Chessa, ha visitato gran parte delle abitazioni dalla stabilità precaria. Anche gli altri componenti della Commissione presenti, Giovanni Dore, Fabrizio Marcello e il vice presidente Giovanni Chessa, hanno ascoltato gli abitanti e verificato la situazione di pericolo causata da infissi ormai deteriorati. L’unico in disaccordo, il componente della commissione e consigliere comunale del Pd Claudio Cugusi, che si è rifiutato di visitare le case popolari. «Non sono disposto a trattare con pistole puntate – afferma - e siccome trovo sbagliata la presenza di bandiere dei Verdi, se gli abitanti vogliono riportare un clima civile, devono togliere le bandiere», tuona Cugusi. «Se per risolvere i problemi bastano le bandiere, il Pd in via Emilia ne ha 5mila, quella dei Verdi – conclude - è soltanto la strumentalizzazione». 

Non tarda ad arrivare la replica dei Verdi, che sin dall'inizio hanno spalleggiato le richieste del Comitato di San Michele. «È un’affermazione senza senso - dice il presidente provinciale Roberto Copparoni -. Le bandiere non sono state messe da noi ma dai
cittadini che ci hanno da sempre visto vicini. Qui c'è un problema di emergenza umanitaria, non di bandiere». E sull ’accusa di “strumentalizzare ”la situazione replica: « La strumentalizzazione
non fa parte di noi. Queste -conclude - sono cose che sono abituati a
fare altri, e il fatto di non poterle farle qui, evidentemente infastidisce qualcuno ». 

Emanuele Piga, Sardegna Quotidiano del 27 settembre