Signor Anemone, dia una mano anche a noi: siamo pieni di case da ristrutturare (di Claudio Cugusi - Epolis)

Egregio signor Anemone,
capisco che in questi giorni lei abbia altri pensieri ma da una persona che porta il cognome di un fiore mi aspetto un tocco di gentilezza. Ecco, le scrivo dopo aver appreso, grazie alla lettura dei giornali (attività sovversiva per la quale mi autodenuncio sin d’ora) che Ella si sarebbe occupato, a sue spese, della ristrutturazione di un casalino nella campagna parmigiana di proprietà del ministro Lunardi. Conoscevo la sua prodigalità, sempre grazie a quelle letture pericolose di cui facevo cenno prima. Sapevo della generosa offerta per la casa romana del ministro Scajola e di altre occasioni in cui Ella, in silenzio, ha generosamente aperto il portafogli in favore dei bisognosi. Ma il gesto in favore del ministro Lunardi mi ha definitivamente convinto sulla necessità di scriverle. Sono proprietario da qualche anno, con altri, di un rudere nel centro storico di Siddi, piccolo Comune nell’assolato Medio Campidano. Ho in animo di ristrutturare quella casetta di mattoni di fango per farne una piccola scuola di formazione politica e un centro di socialità aperto a tutti.

 
Purtroppo i soldi, soprattutto i miei, non bastano: confido nel suo ennesimo gesto di cuore e tasca e vorrei scoprire un giorno, non lontano, che
la casa è stata d’incanto ristrutturata da mani sapenti, pulito il giardinetto intorno al grande susino che abbiamo salvato. Le segnalo inoltre, e mi perdoni se esagero, il caso di via Podgora a Cagliari: ci sono le case popolari che cadono a pezzi. Veda lei. Con i miei saluti.     

Claudio Cugusi
www.claudiocugusi.it