Spiagge liberalizzate, gara per le concessioni

 Nei provvedimenti per le liberalizzazioni previsti dal governo Monti ce n’è uno che interesserà gli operatori balneari. L’hanno ribattezzata «operazione spiagge aperte»: è la possibilità per bar, ristoranti e locali d’intrattenimento di aprire in ogni periodo dell’anno e senza limiti d’orario. Ma è anche un nuovo modo di intendere le concessioni. Sulla possibilità di aprire i bar e i ristoranti anche in inverno c’è già l’esempio di Cagliari. Sulla spiaggia del Poetto, i pochi chioschi sopravvissuti alle ruspe con i concessionari in attesa del fatidico Pul, il piano urbanistico per il litorale, avevano dovuto chiudere le attività perché il Comune aveva ricordato che «si trattava di attività stagionali». Da qualche giorno i chioschi hanno potuto riaprire ma è solo l’anticipo di quanto potrà accadere da ora in poi. A liberalizzare le spiagge sono intervenuti due provvedimenti: la legge con cui lo Stato ha recepito le direttive dell’Unione europea e poi i decreti sulla «deregulation». All’articolo 11 della legge intitolata «Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunità europea», è previsto che le spiagge possano essere fruibili tutti i giorni dell’anno e ad ogni ora, senza limiti di attività. In realtà gli operatori attuali sono un po’ in allarme per quanto potrebbe accadere perché il superministro Corrado Passera vorrebbe predisporre un provvedimento che va al di là della liberalizzazione: saranno previste gare pubbliche per ottenere le concessioni del demanio marittimo per attività turistiche. In questo caso gli attuali concessionari potrebbero conservare un diritto di prelazione solo a patto che volessero «adeguare» la loro eventuale proposta a quella del vincitore. Anche sui tempi grandi novità: le concessioni dovrebbero avere una durata massima di quattro anni senza alcuna proroga automatica. Una legge liberista più che liberale e che si scontra con la tendenza che era in atto: i governi pensavano a concessioni a lunghissima scadenza, (il governo Berlusconi aveva ipotizzato addirittura novant’anni), in modo da consentire ai proprietari della concessione di programmare la propria attività economica. Ma la bozza del decreto Monti sulle liberalizzazioni parla chiara: «Servono procedure competitive».

La Nuova Sardegna p.11