Svolta verde, nasce Matrica

 Il primo atto del progetto fra la Regione, l'Università e il Cnr Chimica verde in una terra che più al verde di com'è oggi non si era mai vista. La capitale della chimica sarda, Porto Torres, è un deserto popolato di disoccupati. Ma coltivare un sogno per il futuro, più che lecito è doveroso. Oggi, all'interno di quel che resta del petrolchimico, verrà inaugurato il Centro ricerche di Matrica, la società nata dalla joint venture fra Polimeri Europa e Novamont per produrre plastica biodegradabile o «chimica vivente per la qualità della vita», come la definirono i primi ricercatori di Novamont. Insomma, qualcosa che mette insieme chimica, ambiente e agricoltura. LA CHIMICA VERDE Non a caso il primo atto concreto del progetto di "Chimica verde" verrà compiuto oggi. Regione, Università di Cagliari e Sassari, Cnr e Matrica sottoscriveranno una convenzione che rappresenta un solenne impegno di collaborazione scientifica, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze. L'obiettivo è garantire sviluppo e innovazione continui di prodotti e processi «in sinergia con i centri di ricerca dei due partner e in collaborazione con istituti nazionali e internazionali». TAVOLO TECNICO Fra un mese i buoni propositi contenuti nel documento verranno approfonditi ad un tavolo tecnico in cui le parti entreranno più decisamente nello specifico del ruolo che il centro ricerche dovrà avere nell'ambito del progetto di green economy. Saranno presenti i presidenti della Regione, Ugo Cappellacci, e di Polimeri Europa Daniele Ferrari e l'amministratore delegato di Novamont, Catia Bastioli. Invitati i sindaci di Sassari e Porto Torres, il presidente della provincia e le organizzazioni sindacali. PRIMO ATTO Questo primo atto è stato reso possibile dall'approvazione da parte della Regione, poco prima di Natale, della delibera contenente un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale dell'intervento "Progetto Polo Verde", relativo agli impianti per la produzione di monomeri e oli lubrificanti, biodegradabili e da oli vegetali naturali. Vale a dire, la prima parte di un ambizioso progetto che nel complesso prevede investimenti per 500 milioni. La prima parte del progetto approvato dalla Regione prevede la realizzazione all'interno del polo chimico di un nuovo stabilimento per la produzione da oli vegetali costituito da due impianti integrati. L'investimento stimato per questo primo step è di circa 100 milioni. INVESTIMENTI Nell'ambito dello stesso progetto è prevista la costruzione di una bioraffineria per bioplastiche da 120 mila tonnellate annue che dovrebbe entrare in funzione entro la metà del prossimo anno insieme ad altri due impianti: uno per additivi bio per la gomma, l'altro per biofiller, un derivato dall'amido di mais messo a punto nei laboratori di Novamont che consente di produrre un biopneumatico che riduce notevolmente l'impatto e abbatte i consumi di carburante.

L'Unione Sarda p.24