Tagli del Governo Berlusconi alle tv e radio locali, interrogazione di Giulio Calvisi (Pd)

 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
 
On. Giulio  Calvisi
 
Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri
Per sapere - premesso che:
 
- il comma 1, lettera e) dell’art. 10 sexies del decreto legge 13 dicembre 2009 n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25 pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2010 ha soppresso le provvidenze editoria di cui all’art. 11 della legge n.67/87; all’art. 8 della legge n. 250/90 e all’art. 23 della legge n. 223/90, che venivano annualmente riconosciute dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a favore delle imprese radiofoniche e televisive locali;
 
- tali  provvidenze consistevano: nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche; nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei costi dei collegamenti satellitari; nel rimborso del 60% dei costi dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione radiotelevisiva.
 
- Sono quasi 900 le emittenti radio televisive sicuramente colpite dal provvedimento su tutto il territorio nazionale , nella sola Sardegna 16 emittenti televisive e oltre 50 emittenti radiofoniche
 
- Tali provvidenze hanno contribuito, negli anni, all’affermazione del ruolo dell’emittenza locale ,garantito  l’informazione sul territorio  e lo sviluppo dell’occupazione nel comparto;
 
 
  - La crescita dell’ occupazione nel settore ha permesso anche la stipula, nell’ottobre 2000, tra l’associazione di categoria delle emittenti locali Aeranti-Corallo e la FNSI, sindacato dei giornalisti, del contratto collettivo nazionale di lavoro, rinnovato da ultimo nel gennaio 2010, con il quale vengono disciplinati i rapporti di lavoro giornalistico nelle imprese radiofoniche e televisive locali;
 
- la soppressione delle provvidenze editoria interviene in un contesto di forte difficoltà economica per le emittenti locali, derivante dalla crisi del mercato pubblicitario e dall’esigenza di realizzare importanti investimenti per la transizione alle trasmissioni in tecnica digitale;  nella  regione Sardegna gli effetti negativi del provvedimento sono ancora più evidenti visti gli  ingenti investimenti per la trasmissione in tecnica digitale già eseguiti e programmati da molte società editoriali visto che la Sardegna ha sperimentato per prima    l’avvio della  diffusione della piattaforma digitale consentendo così  l’ anche l’estensione sicura e già sperimentata  nelle restanti regioni
 
- Tale soppressione è intervenuta, peraltro, in modo retroattivo, a decorrere dal 1° gennaio 2009, con la conseguenza che le emittenti locali avevano svolto l’attività informativa nel corso dell’anno 2009, confidando nel riconoscimento delle provvidenze;
 
- il Senato della Repubblica nella seduta in data 25 febbraio 2010 ha approvato l’ordine del giorno n. G10-sexies.100 che impegna il Governo, tra l’altro “a prevedere, anche al fine di garantire il pluralismo dell’informazione, l’inclusione delle imprese di radiodiffusione sonora e televisiva di carattere locale fra i soggetti beneficiari dei contributi all’editoria per l’annualità 2009 e per le annualità successive”;
 
- Sussiste infine anche un ritardo nell’emanazione dei decreti di riconoscimento delle provvidenze editoria relative agli anni 2007 e 2008;
 
a) Come il Governo intenda operare al fine di dare attuazione al citato ordine del giorno n. G10-sexies.100 approvato il 25 febbraio u.s. dal Senato della Repubblica;
 
b) Come la Presidenza del Consiglio dei Ministri intenda operare per recuperare il ritardo nell’emanazione dei decreti di riconoscimento delle provvidenze editoria per le imprese radiofoniche e televisive locali, relative agli anni 2007 e 2008.