L’Italia è un grande paese di tradizioni inossidabili, come quella dei conferenzieri e intrattenitori da bar. E’ la domenica mattina, più degli
altri giorni, a offrire una costante conferma di questo e la monumentale opera di Stefano Benni (Bar Sport e Bar Sport 2000) è una nitida fotografia dei tipi umani che si agitano con sincronia, al di là delle distanze geografiche, davanti al bancone. Una ricercata figura, non bene codificata, presente a Cagliari, è quella dell’urlatore: arriva molto presto, striscia nel locale praticamente all’apertura forte di una robusta confidenza con i titolari.
L’urlatore svolge un ruolo servente rispetto al gestore, di cui la Camera di commercio dovrà tenere conto: approccia, appunto, i clienti per nome sottotitolando per i non udenti e li intrattiene fino a quando non è il loro turno. Sigarette, caffè, schedina e affini: come un abile giocatore da casino l’urlatore riesce a puntare su più tavoli, ad accompagnare ogni acquisto a suon di decibel, calando l’urletto perfino sulle vocali. Esempio. Rivolto al banconiere, a un centimetro dal padiglione auricolare del cliente, si lancia così: “Oh Francooo, un macchiato a signor Amedeooo”. Il quale signor Amedeo, per quanto ancora assopito, sarebbe pure capace di chiederlo da solo il caffè, ma se lo facesse priverebbe di funzione sociale l’urlatore. Così, da un numero imprecisato di domeniche, si trova costretto a ringraziare l’urlatore. Che passa senza indugio a un altro malcapitato.
Claudio Cugusi
giornalista