Tirrenia Passera non chiude a Cin la Camera diserta nove sardi in Aula

 La continuità marittima interessa da vicino tutti i sardi, ma non tutti i deputati che alla Camera rappresentano la Sardegna. Ieri l’affaire Tirrenia è stato al centro delle discussioni prima a Montecitorio e poi al Senato, ma alla Camera non ha catalizzato l’attenzione di tutti gli onorevoli eletti nell’Isola: su diciotto deputati solo nove hanno assistito, in un’aula talmente vuota da sembrare spettrale, alle spiegazioni del ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sulla vendita della compagnia di bandiera al cartello di armatori privati che si cela dietro la sigla Cin. In Senato invece i senatori del Pd, Francesco Sanna, Antonello Cabras, Gian Piero Scanu, hanno ottenuto risposte da Guido Improta, sottosegretario per le Infrastrutture e per i trasporti, a una loro interrogazione sulle convenzioni tra il Governo e la Tirrenia.
Banchi vuoti alla Camera
Alle 10 e 32, quando il vice presidente della Camera, Rosy Bindi, dà la parola al ministro Passera per esporre l’Informativa urgente del Governo sulle recenti vicende della compagnia di navigazione Tirrenia, con particolare riferimento alla questione dei collegamenti da e per la Sardegna, in aula ci sono appena una ventina di onorevoli. Che l’argomento non stuzzichi la curiosità degli oltre 600 deputati eletti nella Penisola potrebbe essere comprensibile, ma che non induca i parlamentari sardi almeno a presenziare sembra impossibile. Invece in aula ci sono solo nove dei diciotto rappresentanti eletti dalla Sardegna: Federico Palomba, Mauro Pili, Bruno Murgia, Paolo Vella, Antonio Mereu, Paolo Fadda, Guido Melis, Amalia Schirru, Giulio Calvisi. Altri nove sono impegnati altrove: restano vuote le poltrone di Luca Barbareschi, Salvatore Cicu, Giuseppe Cossiga, Settimo Nizzi, Carmelo Porcu, Piero Testoni, Siro Marroccu Caterina Pes e Arturo Parisi.
Avanti con la dismissione
Il ministro Corrado Passera ripercorre le tappe della vicenda Tirrenia, dall’avvio della procedura di amministrazione straordinaria fino ai procedimenti di verifica della Commissione e dell’Antitrust europei in seguito alla vendita alla cordata privata della Cin. Tutti fatti già noti. Passera conferma che il Governo proseguirà sulla strada della dismissione, «auspicando che possa essere trovata da parte dell'acquirente una soluzione condivisa con le istituzioni europee». Sulla cancellazione di rotte cardine della continuità come la Cagliari-Civitavecchia, la Arbatax-Civitavecchia e la Olbia-Genova, il ministro riferisce solo che ci sono regole e sanzioni per chi non le rispetta, e che per l’estate 2012, «non ci sarà nessun pregiudizio per i viaggi e per l'utenza e la continuità territoriale». L’informativa scatena le rimostranze dei deputati. «Da un super ministro ci si aspetta decisionismo e capacità di risolvere i problemi. La Tirrenia fa gli interessi dei privati, cancella le rotte da e per l'isola, incassa 72 milioni di euro della continuità territoriale e il governo sceglie di non decidere. È una posizione inaccettabile», dice Mauro Pili (Pdl)nel suo intervento. Prende la parola anche Antonio Mereu (Udc): «È giusto salvare una società ma in funzione dei collegamenti garantiti per e dalla Sardegna, per dare dei servizi che oggi non sono garantiti». Per Federico Palomba, «Se furbescamente i tre vettori che operavano per i trasporti dall'Italia alla Sardegna si mettono insieme e fanno cartello allora le cose non funzionano e la concorrenza crolla. Cin non vuol dire Compagnia italiana di navigazione ma “cartello italiano per la navigazione”, non lo potete consentire». Per il Pd parla Michele Meta, della Commissione trasporti, che chiede la ministro, «Dove vanno a finire i 72 milioni di euro che vengono rimborsati all'ex Tirrenia?».

(V. G. Sardegna Quotidiano p.6)