Vento, sole, acqua e biomasse: avanza l'Italia delle energie rinnovabili (da Repubblica)

 

Gli italiani hanno scelto l'energia rinnovabile: 6993 comuni, 1'85% del totale, ospitano almeno un impianto verde , 825 di questi, grazie alla presenza di dighe o pale eoliche, esportano nel resto del paese l'energia prodotta, 15 di loro hanno abbandonato del tutto carbone, gas e petrolio sfruttando discariche, pannelli fotovoltaici, mini idroelettrico.

Legambiente ha realizzato il quinto censimento dei Comunirinnovabili , conil contributo del Gestore dei servizi energetici (Gse) e di Sorgenia. I dati raccontano di una crescita esponenziale: nel 2008 erano meno della metà, 3190, i comuni interessati dalle rinnovabili. Seppur con un contributo minimo in termini di energia prodotta (l'l%), i pannelli solari fotovoltaici sono l'esempio pi evidentedi questarivoluzione:ne12006 li installavano solo 74 comuni mentre ora sono presenti in 6311. Una spinta visibile nei numeri aggregati: nel 2009 il 18,8% dell'energia elettrica consumata è arrivata da fonte rinnovabile (+13,3%) e la crescita del contributo delle varie fonti non conoscecrisi:+35%l'eolico, +400% ilsolare, +10%lebiomasse +13% l'idroelettrico. Complice il crollo dell'economia, diventa raggiungibile l'obiettivo impostoci dall'Europadiprodurrenel2020 il 17% del nostro fabbisogno energetico totale da fonti rinnovabili (significa il 30% dei soli consumi elettrici).

Il rapporto Legambiente sostiene che «l'idea di un modello di generazione distribuita incentrato su fonti rinnovabili è unaprospettivabenpi credibile, moderna e desiderabile di quella che vorrebbero i paladini del nucleare e del carbone» e ha premiato i comuni, i territori e le province che dimostrano l'applicabilità concreta di questo modello: Suderno (Bolzano), Tocco da Casauria (Pescara), Maiolati Spontini (Ancona) e le province di Grosseto e Bolzano. Il rapporto sottolinea che il 67% dei comuni rinnovabili hamenodi 5000 abitanti, marifiutal'idea che il modello non sia adatto ai grandi centri urbani proprio perché avvicina la produzione pi efficiente di energia al- la domanda, come dimostrano le reti di teleriscaldamento o lo sfruttamento delle discariche.

Importanti anche i ritorni economici per le aziende come dimostral'esercito di installatori, fornitori e produttori che si è avvantaggiato della domanda di impianti e dei generosi incentivi. «Noi abbiamo investito 2 miliardi in sei anninelle rinnovabili ha spiegato l'ad di Sorgenia Massimo Orlandi il futuro premierà questo tipo di produzione virtuosa e sostenibile». Il gap con i paesi leader in Europa, Germania e Spagna, non si riduce, ma l'Italia ha potenzialità elevate specie nel solare termico e fotovoltaico: 1000 Mwinstallatipotrebbero diventare2s00afi- ne 2010. «Tre sono le grandi questioni darisolvere: ruolo delle regioni, linee guida nazionali e infrastrutture» ha osservato il presidente di Le gambiente, Vittorio Cogliati Dezza. Secondo l'associazione il mercato sarebbe in grado di sostenere una progressiva riduzione degli incentivi purché sia chiara e immodificabile fino al 2020.

Il direttore delministero dello Sviluppo economico Sara Romano ha annunciato che sarà pronto dametàaprileilpianoregole nazionale atteso da sei anni «per dare certezze di medio periodo, almeno tre-cinque anni».

Luca Iezzi - Repubblica